THIS IS NOT A LOVE SONG

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E quindi è successo che mi sia sognata che compravo sigarette, cioccolata e una bottiglia di pastis ad un minimarket e che il commesso era pazzo di me e per questo mi faceva spendere solo tre euro, e adesso naturalmente ho voglia di queste cose, in particolare di pastis, ucciderei per una bottiglia di pastis da stringere a me, qui supina nel letto, bloccata da una fastidiosa tallonite e dalla pioggia che cade fitta e leggera fuori che quasi si confà a questa mia insofferenza di oggi, un’isola nera che si erge spettrale in un panorama piuttosto bizzarro, fatto di fissazioni verso i dialoghi autistici della nuova follia dell’internet DELEDY (droga allo stato puro, non se ne esce), scopate varie, presobenismo da trasloco imminente, niente oggi non c’è niente che mi tiri su, è una di quelle giornate in cui per fortuna posso stare a letto, protetta dalle coperte a sprofondare nelle mie paranoie schizofreniche, in cui soltanto una bottiglia di pastis a cui abbarbicarmi sarebbe tranquillizzante e anestetizzante, ma temo di dover aspettare almeno stasera per perdermi nello speziato abbraccio inconsapevole dell’anice. Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei comporre poesia e non ci riesco perché fondamentalmente oggi non sono in grado, sarei straziante, non voglio esserlo, non sarei contenta, già lo sono poco di quello che sto scrivendo, non so, sono piuttosto disorientata, ho voglia di scrivere ma mi accorgo di avere un sacco di paletti, di non poter toccare un sacco di argomenti e allora cosa mi rimane se non desiderare ardentemente una bottiglia di pastis mentre appendo qualche sporadica lacrima ad un cuscino sudato e ascolto i Lucertulas che domani vedrò e la loro A Good Father e lo so io perché, proprio questa e proprio oggi, dà voce potente alla mancanza, disegna i contorni sbiaditi di quell’isola nera che si erge spettrale in mezzo a questo niente in cui rido e mi diverto come una pazza, la vacuità dei sensi e lo so ho scritto poco, quasi niente, forse anche male ma questo è, di più oggi non riesco anche se vorrei, anzi è già tanto che non cancelli tutto quanto, una bella riga nera tirata sopra tutte queste sciocchezze ma tu oggi avresti avuto 68 anni ed io forse stasera sarei venuta a casa portandoti un regalo, uno qualsiasi, t’avrei baciato sui capelli sempre più bianchi, mangiato una fetta di meringata e poi scappata via che qualcosa o qualcuno m’avrebbe atteso per questo vorrei tirare una bella riga nera sopra tutto ciò, perché non avverrà, non avverrà mai più e io stasera correrrò solo verso una bottiglia di pastis da abbracciare irrorando fiori ben posizionati nei bicchieri che sotto quel giallo flusso s’aprirebbero come i miei alveoli polmonari che in questo momento devono prendere molta aria per sopportare questa giornata.

E lo sapevo, alla fine sono riuscita ad essere straziante anche se non volevo, diocane.

 

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